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Farmacisti territoriali e dolore cronico: esperienze, percezioni, sfide

Il dolore cronico, definito come dolore che dura più di tre mesi, colpisce circa un adulto su cinque. Interessa tutte le fasce di età, le etnie e i generi e incide fortemente sulla qualità della vita dei soggetti che ne soffrono. La farmacoterapia è essenziale per la sua gestione e i pazienti spesso cercano il consiglio del farmacista. Il fatto che questa forma di dolore sia di frequente associata a depressione, ansia e disturbi del sonno comporta l’adozione di regimi terapeutici complessi che possono implicare interazioni tra farmaci ed effetti collaterali.

Il ruolo dei farmacisti sul territorio

Il Canadian journal of pain, edito da Taylor & Francis, ha pubblicato i risultati dello studio condotto da Hamed Tabeefar et al. dell’Università di Waterloo, Ontario, nel corso del quale sono stati analizzati i racconti di farmacisti di comunità che assistevano pazienti con dolore cronico non oncologico. In Canada i farmacisti forniscono informazioni sulla terapia con oppioidi, aiutano a gestire le politerapie, identificano i casi di sovradosaggio, istruiscono su conservazione e smaltimento dei medicinali, offrono consulenze in caso di cambiamenti nel dosaggio o nella tipologia del medicinale prescritto.

Gli studi dei ricercatori

I ricercatori tra giugno e settembre 2016 hanno intervistato dodici farmacisti che esercitavano nel contesto di farmacie del territorio o di Family health teams, che nella provincia di Ontario includono medici, infermieri, assistenti sociali, dietisti. L’età media degli intervistati era di 46 anni, il 66% era di sesso femminile e aveva esercitato la professione per una media di 19 anni. I farmacisti hanno descritto sentimenti di empatia verso i pazienti con dolore cronico e hanno riferito di sentirsi parte attiva nella sua gestione, collaborando con altri professionisti sanitari. Tutti concordavano sulla necessità di non limitare il trattamento del dolore alla prescrizione di medicinali, considerando anche le sfere psicologica e sociale insieme a quella fisica. Il ruolo del farmacista risultava rilevante nell’istruire il paziente sia sulle possibilità terapeutiche costituite da farmaci che sulle misure non farmacologiche per il controllo dei sintomi, come tenere un diario del dolore, modificare il proprio stile di vita, comprendere appieno le informazioni contenute nei siti web dedicati.

Le aspettative e i fattori principali

Le aspettative irrealistiche sulla gestione del dolore e l’uso inadeguato di farmaci alternativi agli oppioidi erano i fattori principali che i farmacisti giudicavano responsabili di condurre il paziente a un uso inappropriato dei farmaci. Sebbene il dolore cronico sia una condizione di salute multidimensionale che richieda l’intervento di un team polidisciplinare, i farmacisti sostenevano che i finanziamenti da parte del governo canadese fossero insufficienti per coprire le spese necessarie per questo tipo di approccio, che prevede il coinvolgimento e la collaborazione di diversi professionisti sanitari. I partecipanti allo studio ritenevano che i sistemi di comunicazione tra operatori sanitari potessero essere migliorati e che i medici in particolare dovessero dedicare maggior tempo ai loro assistiti. Infine, i farmacisti hanno espresso il bisogno di una maggiore formazione in materia, anche da un punto di vista normativo, considerato il rischio legato ad un uso improprio di molti farmaci utilizzati nella terapia del dolore.

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