Il ruolo dei farmacisti nel controllo della pressione nella malattia renale cronica

L’ipertensione e la malattia renale cronica sono conosciute come “killer silenziosi” in quanto condizioni asintomatiche e fattori di rischio per patologie cardiovascolari, ictus, insufficienza renale, disabilità varie e morte prematura. Il raggiungimento di un target ideale di pressione sanguigna può ridurre enormemente il rischio associato a malattia renale cronica. Nella meta-analisi di Nakanishi et al pubblicata lo scorso agosto sulla rivista scientifica Journal of clinical pharmacy and therapeutics, i ricercatori hanno valutato l’impatto dell’intervento del farmacista sul controllo della pressione arteriosa e l’utilità del telemonitoraggio domiciliare della pressione.

Studi precedenti avevano indagato l’efficacia di vari metodi di assistenza a soggetti adulti affetti da ipertensione e malattia renale cronica che coinvolgevano team composti da farmacisti e infermieri. Gli scopi erano raggiungere una stretta collaborazione tra i membri dello staff medico, rendere ottimali i trattamenti farmacologici e assicurare l’aderenza del paziente alle terapie proposte. Da queste analisi è emerso come i farmacisti giochino un ruolo chiave nel controllo del regime terapeutico. Porre degli obiettivi di pressione sanguigna è essenziale nella gestione dell’ipertensione e il rilevamento a lungo termine dei valori pressori sarebbe bene includesse il telemonitoraggio a domicilio. In questo contesto, l’intervento del farmacista è risultato particolarmente efficace, anche nel fornire consulenze sullo stile di vita da adottare. Fino alla pubblicazione dello studio in oggetto, non esisteva alcuna analisi che valutasse in maniera specifica l’entità dell’intervento del farmacista nella gestione della pressione arteriosa in pazienti con malattia renale cronica.

La presente meta-analisi è stata condotta nel maggio 2020 effettuando una ricerca all’interno di cinque database. Su PubMed/Medline, Scopus, Embase e Cochrane library e utilizzando Google scholar come ulteriore fonte sono stati cercati gli articoli pubblicati tra il gennaio 1972 e il marzo 2019. Per individuare i trial controllati randomizzati riguardanti gli interventi dei farmacisti nel controllo della pressione arteriosa in pazienti adulti ipertesi affetti da patologia renale, la ricerca ha incluso i termini “malattia renale cronica”, “farmacista”, “pressione sanguigna” e “trial controllato randomizzato”. Gli studi rilevanti sono stati passati in rassegna e selezionati da due farmacisti con esperienza nella farmacoterapia della malattia renale. Nella meta-analisi sono stati inclusi sei trial controllati randomizzati per un totale di 2573 pazienti con un’età media di 66 anni e per il 63.9% di sesso maschile. Quattro studi sono stati condotti in una clinica di cure primarie e due in un ambulatorio medico situati negli Stati Uniti.

È risaltato come l’assistenza del farmacista associata al telemonitoraggio a domicilio della pressione sanguigna abbia portato ad un miglioramento significativo nel controllo della pressione in questi gruppi di soggetti con pluripatologie, ad alto rischio per eventi cardiovascolari. Inoltre, l’automonitoraggio del paziente attraverso l’uso di strumenti di telemedicina a seguito delle spiegazioni del farmacista potrebbe accrescere la capacità del paziente stesso di gestire la propria condizione. Per garantire la qualità dell’intervento, dovrebbe essere prevista una formazione appropriata per i farmacisti coinvolti.

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