Il ruolo dei farmacisti nella gestione delle terapie con oppioidi: protocollo di studio

La cosiddetta “crisi degli oppioidi” rappresenta un’emergenza sanitaria a livello globale. In Nord America l’aumento della prescrizione di farmaci a base di oppioidi è correlato all’incremento non solo della mortalità, ma anche della morbilità. Infatti, i pazienti che lottano contro la dipendenza da queste sostanze hanno una probabilità maggiore di recarsi in reparti di medicina d’urgenza, essere ricoverati, utilizzare altri medicinali e necessitare di visite presso ambulatori di salute mentale. Ciò impatta in maniera significativa sui sistemi sanitari: in Canada il tasso di ospedalizzazione legato all’uso di oppioidi è aumentato dell’8% tra il 2016 e il 2017 e nel 2019 si è registrato un totale di 3663 ricoveri connessi all’abuso.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità circa 27 milioni di persone hanno sofferto di disturbi direttamente collegati all’utilizzo di oppioidi nel solo 2016. Gli Stati Uniti sono il paese con il più alto consumo di oppioidi pro capite al mondo, seguiti da Germania e Canada. Tra il 1999 e il 2018 si sono registrate circa 450000 morti per overdose da oppioidi negli Usa, mentre in Canada tra il gennaio 2016 e il settembre 2019 sono state riportate 14700 morti.

L’aumento delle prescrizioni di farmaci contenenti oppioidi è uno dei principali fattori che contribuiscono a quella che è anche chiamata “epidemia da oppioidi”. In Canada, circa il 37% dei pazienti dipendenti da oppioidi li ottiene tramite prescrizione e il 26% li procura sia attraverso ricetta medica che con il traffico illegale di sostanze. In molti paesi gli oppioidi sono ancora farmaci di prima scelta nel controllo del dolore acuto severo e del dolore cronico associato agli stadi avanzati di diverse malattie. Ad ogni modo, i professionisti sanitari sono sempre più consapevoli del rischio che comporta la prescrizione di questa categoria di farmaci.

I farmacisti giocano un ruolo centrale nella promozione di una gestione efficace della terapia con oppioidi grazie alla loro formazione completa sui medicinali e alle frequente interazione con i pazienti. Questa gestione dovrebbe comprendere tutte le attività volte ad incentivare un uso ottimale degli oppioidi, includendo il monitoraggio e la regolamentazione, per prevenirne l’impiego ove non necessario o pericoloso. Attualmente manca però un documento che sintetizzi le iniziative messe in atto dai farmacisti e i risultati sulla salute dei loro pazienti. A questo proposito, Nyasha Gondora et al. si sono posti l’obiettivo di condurre una revisione della letteratura e la progettazione del loro studio è stata pubblicata lo scorso 3 luglio sulla rivista Research in social and administrative pharmacy, edita da Elsevier.

Nella review verranno analizzati gli studi peer reviewed pubblicati in inglese tra il 1980 e il 2020, considerando caratteristiche come la dimensione del campione, i dati demografici della popolazione di pazienti oggetto di studio, il luogo di esercizio della professione ed eventuale specializzazione dei farmacisti, i metodi utilizzati, gli obiettivi, i risultati ottenuti. I dati raccolti verranno poi sintetizzati e confrontati tra loro, fornendo prove sul ruolo del farmacista nella gestione degli oppioidi, esponendo possibili punti deboli nella pratica corrente e facendo da guida per future decisioni politiche.

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